santo stefano protettore

Il santo re morì nel 1038 e fu canonizzato nel 1083, dopo che il nuovo sovrano Ladislao si era fatto protettore del suo culto, presentandosi così come il suo erede spirituale e una sorta di secondo fondatore del regno cristiano d’Ungheria. Santo Stefano immagini gratis per Facebook e WhatsApp. Santo Stefano, in comunione con Dio, prega per noi. Nei paesi scandinavi Santo Stefano è il protettore dei cavalli e del bestiame. A rafforzare l'interpretazione che le due corone siano oggetti distinti, vi è sia il fatto che si hanno notizie sull'uso dell'altra corona solo a partire dal XIII secolo, sia la fattura di quest'ultima non esattamente in linea con i canoni sacri (la croce che sormonta la corona è fissata con un chiodo che trafigge la figura del Cristo e gli apostoli non sono disposti nel corretto ordine). È considerato il santo protettore dei diaconi e dei fornai; i suoi simboli sono le palme e le pietre. Senza più figli, non gli riuscì neppure di trovare tra i suoi consanguinei qualcuno che fosse contemporaneamente in grado di governare con capacità il paese e desideroso di preservare la fede cristiana nel regno. Santo Stefano Primo martire. Stefano fu il primo martire della cristia… Mentre l’odio e il rancore dei presenti aumentava contro di lui, Stefano, ispirato dallo Spirito, alzò gli occhi al cielo e disse: “Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo, che sta alla destra di Dio”. Stefano «proibì i riti tradizionali e il culto degli idoli, fondò monasteri ed episcopati e cristianizzò interamente il sistema politico e la struttura della società»[7]; fece inoltre generose offerte alle chiese, visitandole spesso di persona e sovraintendendo alla loro costruzione. La storia della mano destra ebbe inizio quando un monaco la trafugò nel proprio monastero, dopo averla amputata e sottratta dalla tomba di pietra in cui le spoglie del re erano state trasferite per maggiore sicurezza durante il periodo di rivolte seguito alla sua morte. Figlio del capotribù magiaro Géza, ancora essenzialmente pagano (sua madre era pecenega, uno dei vari popoli di lingua "turca"), e di Sarolta, figlia di Zombor gyula, reggente della Transilvania[2], nacque nella città di Strigonio (Esztergom). Di Stefano sappiamo che era probabilmente originario della Grecia, ma non conosciamo l'esatto anno della sua nascita: le ipotesi più attendibili parlano degli ultimi anni avanti Cristo. Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori; voi che avete ricevuto la Legge per mano degli angeli e non l’avete osservata”. Scritto nella pietra: le “cento chiese”, programma gregoriano di Matilda di Canossa, Centro studi matildici San Benedetto Po - Atti del Convegno Internazionale 9-10 novembre 2012, Secondo alcune fonti polacche la madre sarebbe stata invece la principessa, un articolo della BBC sulle celebrazioni, in Ungheria, di Santo Stefano, Sancti Stephani primi regis Hungariae de regum praeceptis decem ad Sanctum Emericum ducem, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Stefano_I_d%27Ungheria&oldid=117209327, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi, 20 agosto in Ungheria; 16 agosto per il calendario cattolico internazionale. I cristiani lo venerano come santo patrono d'Ungheria, dei re, dei morti prematuri, dei lavoratori edili, degli scalpellini e dei muratori. Compatrona della sola città è, col santo protomartire, Santa Caterina de’ Ricci. N.° 1/2015 Registro dei Periodici del 9/1/2015 CXII, L’invenzione di Santo Stefano Protomartire). Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. Dal 2 al 4 agosto ci saranno i festeggiamenti in onore di Santo Stefano protettore di Putignano. La festa di Santo Stefano rende omaggio al primo dei diaconi di Gerusalemme. In quell'occasione Stefano, solitamente mite, mostrò la sua ferocia, facendo squartare lo zio sconfitto[5]. La vittoria di Stefano su Koppány fu possibile anche grazie ai rinforzi dati dai Germani. Il suo martirio è descritto negli Atti degli Apostoli dove appare evidente sia la sua chiamata al servizio dei discepoli sia il suo martirio, avvenuto per lapidazione, alla presenza di Paolo di Tarso (Saulo) prima della conversione. Poco dopo la morte di Stefano, iniziarono le segnalazioni di miracoli di guarigione che sarebbero accaduti nei pressi della sua tomba. Non solo il primo dei martiri, ma il modello di ogni martirio: nella morte di santo Stefano appaiono tutti gli elementi ricorrenti ogni volta che qualcuno viene ucciso a causa della fede. Santo Protettore della Diocesi di Prato, al quale è intitolata anche la cattedrale, è Santo Stefano. Prostrati ai vostri piedi, o nostro concittadino e protettore S. Stefano del lupo, certi della vostra protezione ed intercessione presso Dio a favore di tutti noi, vi preghiamo con venerazione,fiducia ed affetto. In un discorso tenuto nel 425, Sant’Agostino attesta che, subito dopo il ritrovamento a Gerusalemme del corpo di Santo Stefano, nel 415, iniziarono a verificarsi dei miracoli nei suoi luoghi di culto. Santo Stefano, pieno di fede, prega per noi. Era ebreo di nascita. Infine indicò il luogo della sepoltura collettiva, che sarebbe stato riconoscibile dal profumo: due dei sepolcri sarebbero stati infatti decorati da cestini di rose bianche, uno da fiori di zafferano e quello di santo Stefano di rose rosse. Cappellone di Santo Stefano (particolare) Egli scrive che Stefano, di origini greche, fece regolari studi alla scuola di uno dei più grandi maestri di Israele, il venerando e integerrimo Gamaliele. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta l'11 dic 2020 alle 12:51. A Stefano si debbono le cattedrali di Albareale e di Strigonio, il convento di Veszprém, l'abbazia benedettina di Pannonhalma (oggi riconosciuta come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO) e il monastero dei Santi Pietro e Paolo ad Óbuda. Gli Atti riportano infine che alcune persone pie lo seppellirono, non lasciandolo in preda alle bestie, com’era consuetudine allora; mentre nella città di Gerusalemme si scatenò una violenta persecuzione contro i cristiani, comandata da Saulo. L'incoronazione ebbe luogo il 1º gennaio 1001 (altre fonti datano l'evento al Natale del 1000 forse perché allora era in vigore il calendario giuliano). Tuttora in alcune località si ricorda il protomartire anche in questo giorno, a Vimercate (Monza-Brianza), a Putignano (Bari) di cui è protettore e dove si conserva un frammento del suo cranio, a Concordia Sagittaria e in tutta la diocesi di Concordia-Pordenone, a Selci, delle quali è patrono. sono già in pagamento i contributi per gli affitti commerciali e artigianali, il progetto di forestazione urbana del Comune di Lucca. Tante immagini, frasi e foto raccolte per te, vedile subito e condividi le più belle! Stefano contrastò le usanze pagane, mise fine all'ancestrale nomadismo degli Ungari[6], e favorì la diffusione del Cristianesimo con numerose leggi, tra cui quella che aboliva l'antico alfabeto runico magiaro e rendeva il latino lingua ufficiale. Alla nascita ebbe il nome di Vajk (la cui radice, turca, in ungherese riconduce al significato di burro, quindi ricco), ma all'età di 10 anni, gli venne imposto un nuovo nome cristiano, Stefano (in onore del protomartire santo Stefano, patrono della chiesa di Passavia), al momento del battesimo. La cattedrale, oltre che a Santo Stefano, è dedicata anche a San Lorenzo. Festa di Santo Stefano Protomartire protettore di Putignano: Il programma completo In il 27 Lug , 2017 L’intero programma religioso si svolgerà nella chiesa di S. Maria la Greca, depositaria della statua e della reliquia del primo martire della cristianità. Stefano divenne principe degli Ungheresi in Transdanubia nel 997, alla morte del padre e riuscì a portare a compimento l'unificazione, sotto di sé, di praticamente tutte le sette tribù ungheresi nel 1006. La cattedrale, oltre che a Santo Stefano, è dedicata anche a San Lorenzo Il primo epiteto è dovuto al fatto che fu il primo e forse il più importante dei diaconi eletti in Gerusalemme. Nel 2000 Stefano è stato canonizzato anche dalla Chiesa ortodossa, primo nuovo santo ad essere dichiarato tale da Cattolici e Ortodossi dopo lo scisma delle due chiese. Ancora oggi in Italia vi sono ben quattordici comuni che portano il suo nome; nell’arte è stato sempre raffigurato con indosso la dalmatica, veste liturgica dei diaconi; suo attributo sono le pietre della lapidazione: per questo è invocato contro il mal di pietra (cioè i calcoli) ed è il patrono di tagliapietre e muratori. La Redazione: Abramo Rossi, Riccardo Cipollini Anche la Chiesa ortodossa ricorda il santo in questa data. Quando si riprese, non riuscì più a tornare al precedente vigore. Il Santo del giorno, 26 Dicembre: S. Stefano, Protomartire, protettore dei muratori, invocato contro i calcoli 6207 Visto Dicembre 26, 2015 Il Santo del Giorno Daniele Vanni Stefano (… Per l'occasione papa Silvestro II inviò a Stefano una magnifica corona d'oro e pietre preziose, accompagnandola con la croce apostolica ed una lettera di benedizione, riconoscendo così ufficialmente Stefano come il re cristiano d'Ungheria. Mirto : … La celebrazione liturgica di Stefano è stata da sempre fissata al 26 dicembre, subito dopo il Natale, perché nei giorni seguenti alla manifestazione del Figlio di Dio, furono posti nel martirologio i comites Christi, cioè i più vicini nel suo percorso terreno e primi a renderne testimonianza con il martirio. Secondo lo storico Gyula László, sostenitore in passato anche della teoria della "doppia conquista della patria",[3] Milazzo: San Papino martire (antico patrono e protettore), santo Stefano protomartire (patrono), san Francesco di Paola (compatrono). Tutte le chiese che ammettono il culto dei santi . Per compiere il suo disegno di cristianizzazione dell'Ungheria, «non si fece scrupolo di ricorrere a battesimi forzati»[8]. Secondo la tradizione devozionale, non di rado si travestiva da contadino quando era in viaggio ed offriva denaro ai poveri che incontrava;.mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}[senza fonte] in un'occasione, sempre secondo la leggenda, venne picchiato e derubato da un gruppo di questuanti a cui stava versando un obolo, tuttavia li perdonò e risparmiò loro la vita. Non è un caso che la celebrazione del Santo è stata fissata subito dopo … La sua festa liturgica ricorre il 16 agosto, mentre gli ungheresi lo venerano il 20 agosto, giorno della sua canonizzazione; in Ungheria è anche la principale festa nazionale. Anche nel mondo cattolico, esemplato dalla Francia e dalla Croazia, egli è santo patrono nazionale ed il suo culto, oltre a dare maggior continuità alla celebrazione liturgica del Natale è mero precetto liturgico. Fino al 1960 si celebrava anche la festa della “Invenzione” (cioè “rinvenimento”, dal latino invenio) delle reliquie di santo Stefano il 3 agosto, giorno in cui questo ritrovamento sarebbe avvenuto. 26 dicembre † Gerusalemme, 33 o 34 ca. Il resoconto negli Atti degli Apostoli prosegue quindi con l’accettazione della proposta: vennero eletti Stefano, uomo pieno di fede e Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmenas e Nicola di Antiochia; a tutti, gli apostoli imposero le mani. La notizia destò stupore nel mondo cristiano, ormai in piena affermazione, dopo la libertà di culto sancita dall’imperatore Costantino un secolo prima. Patronato Santo Festa; agenti di custodia: s. Atanasio vescovo: 15 luglio: s. Ippolito: 13 agosto: agricoltori: s. Benedetto: 11 luglio: s. Isidoro Agricoltore: 15 maggio Santo Stefano, a sinistra, è caratte-rizzato dal sasso al centro della testa, che allude al mar-tirio per lapida-zione; San Donni-no, cavaliere e martire ha ai suoi piedi tre cani, es-sendo protettore dall’idrofobia. Pertanto questo compito doveva essere affidato a un gruppo di sette di loro, così gli apostoli avrebbero potuto dedicarsi di più alla preghiera e al ministero. La corona rimase custodita nei sotterranei del Vaticano fino all'inizio del XVI secolo quando se ne perse definitivamente traccia. Al rinvenimento delle reliquie di santo Stefano è legata anche la dedicazione della seconda cattedrale di Concordia Sagittaria. Stefano (… – Gerusalemme, 26 dicembre 36) fu il primo dei sette diaconi scelti dalla comunità cristiana perché aiutassero gli apostoli nel ministero della fede. Il grano: quello antico, di appena ieri o quello modificato, industriale ? Il luogo della morte è incerto, Székesfehérvár, Szentkirály o Buda, secondo le varie fonti. Stefano I d'Ungheria, o santo Stefano d'Ungheria (in ungherese: István király, "re Stefano", o Szent István, "santo Stefano"; Esztergom, 969 – 15 agosto 1038), venerato come santo dalla Chiesa cattolica e ortodossa, è stato il primo re ungherese, fondatore dello Stato e della Chiesa ungheresi. In particolare, nella Bibbia è scritto che Stefano si inimicò alcuni liberti, cosiddetti probabilmente perché discendenti di quegli Ebrei che Pompeo aveva schiavizzato (69 a.C.) e che poi avevano ottenuto la libertà. Alla corte di Stefano operarono, tra gli altri, sant'Astrico come consigliere e san Gerardo Sagredo come tutore per il figlio Imre. Durante il periodo di dominazione turca si persero le tracce della mano. Pietre, palma . Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Stefano suddivise l'Ungheria in 40-50 unità amministrative e continuò l'opera del padre applicando il sistema di organizzazione decimale. La festa è celebrata il 26 dicembre, il primo giorno dopo il Natale, non perché sia la ricorrenza della morte (infatti morì pochi giorni dopo la Pentecoste) ma perché si volle accostare la sua persona a quella di Gesù, di cui fu il primo “testimone”. Statua di Santo Stefano, Protettore di Melito di Napoli : Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Emblema. Per il fatto di essere stato il primo dei martiri cristiani, la sua festa liturgica si celebra il 26 dicembre, cioè immediatamente dopo il Natale che celebra la nascita di Cristo. La Chiesa Cattolica celebra la festa di Santo Stefano il 26 dicembre, laddove la Chiesa ortodossa lo festeggia il 27 dicembre. La principale reliquia è la mano destra (o, per i devoti, "la sacra destra") che viene portata in processione in occasione della festa del 20 agosto. Organizzò l'Ungheria in dieci diocesi, imponendo che ogni dieci villaggi fosse eretta una chiesa il cui parroco era mantenuto a spese dei villaggi medesimi. Naturalmente portò il lutto per la morte del figlio (che era il principe ereditario e, per quanto si sa, l'unico dei tre figli ad aver raggiunto l'età adulta) per moltissimo tempo, il che finì per influire negativamente sulla salute di Stefano. Stefano venne canonizzato da papa Gregorio VII nel 1083 come santo Stefano d'Ungheria. Iscrizione N.° Roc 25345 | Procedimento N.° 1021285 del 24 Febbraio 2015 47 decessi. Santo Stefano, sapiente nello Spirito Santo, prega per noi. Il popolo magiaro ha fortemente mantenuto il patrimonio culturale e religioso che gli appartiene e che discende dal suo protettore, Santo Stefano, di cui è assai devoto ancora oggi. A quel punto i presenti lo trascinarono fuori dalle mura della città e presero a lapidarlo con pietre. La celebrazione liturgica è stata fissata subito dopo Natale in quanto nei giorni immediatamente successivi alla nascita di Cristo vengono ricordati i primi martiri e tutti coloro che furono vicini al Salvatore durante la sua avventura terrena (i comites Christi). Santo Protettore della Diocesi di Prato, al quale è intitolata anche la cattedrale, è Santo Stefano. In suo ricordo, nel 1764, l'imperatrice Maria Teresa, che era anche regina d'Ungheria, istituì l'Ordine reale di Santo Stefano d'Ungheria. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, fu il protomartire, cioè il primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo e per la diffusione del Vangelo. Il giorno di Santo Stefano è una festa nazionale in Austria, Croazia, Danimarca, Germania, Irlanda, Italia, Città del Vaticano, San Marino, Romania, Francia e Svizzera italiana. All Rights reserved. Putignano Ba - I festeggiamenti avranno inizio alle ore 20 di mercoledì 2 agosto con il trasferimento processionale del quadro del martirio di Santo Stefano guidato dal Rettore di Santa Maria La Greca don Francesco Pellegrino. Sarebbe potuto scappare, Stefano, avrebbe potuto negare e salvarsi. Secondo questa teoria, sul letto di morte Stefano affidò la nazione alla Vergine Maria dichiarandola patrona dell'Ungheria e al fine di rappresentarne la devota sottomissione rimandò la corona a Roma. A questa disputa non sarebbero nemmeno estranee ragioni politiche, in quanto, secondo un'antica legge ungherese, è re colui che possiede fisicamente la corona. Di Stefano si ignora la provenienza. Santo Stefano è stato il primo dei sette diaconi scelti dalla comunità cristiana per aiutare gli Apostoli nel ministero della fede. Stefano sopravvisse a tutti i suoi figli. 2. Il Santo del giorno, 11 Settembre: Santi Proto e Giacinto, Martiri di Roma, IL SANTO DEL GIORNO 27 GIUGNO SAN CIRILLO D’ALESSANDRIA, Il Santo del giorno, 11 Novembre: S. Martino di Tours, Patrono dei Mendicanti, Il Santo del giorno, 28 Febbraio: S. Giusto – Papa Ilario, Il Santo del giorno, 30 Dicembre: la Sacra Famiglia, Il Santo del giorno, 11 Luglio: S. Benedetto da Norcia, Muore Maradona, a 60 anni ci lascia l’icona del calcio mondiale, I CASI DI COVID OGGI IN VALLE DEL SERCHIO SONO 12 NELLA PIANA DI LUCCA 25, i casi di covid oggi sono in versilia n 43, Coronavirus: 489 nuovi casi, età media 49 anni. Il prete Luciano domandò chi fosse e il vecchio rispose di essere il dotto Gamaliele che istruì San Paolo, i compagni erano il protomartire Stefano che lui aveva seppellito nel suo giardino, Nicodemo suo discepolo, seppellito accanto a Stefano, e Abiba, figlio di Gamaliele, seppellito vicino a Nicodemo; anche lui si trovava seppellito nel giardino vicino ai tre santi, come da suo desiderio testamentario. Venerato da. Petrini e Alessandri (FDI): mozione per stanziare contributo a sostegno famiglie con disabili. Santo Stefano Protomartire, nostro celeste patrono, noi rivolgiamo a Te la nostra umile fervorosa preghiera. Intorno al 995 sposò Gisella di Baviera, figlia di Enrico II il litigioso e di Gisella di Borgogna. Santo Stefano, alla cui parola nessuno può resistere, prega per noi. Direttore Responsabile: Gunnella Pierluigi La proliferazione delle reliquie, testimonia il grande culto tributato in tutta la cristianità al protomartire santo Stefano, già veneratissimo prima ancora del ritrovamento delle reliquie nel 415. Ci parla dell'”antichissima memoria di Santo Stefano” esistente ad Ancona fin dall’epoca del martirio, sorta in seguito all’arrivo in città di un marinaio che, avendo assistito alla lapidazione del protomartire, ne testimoniò la fede e il coraggio; inoltre veniamo informati di un luogo di culto africano del Santo: Uzala, nei pressi di Tunisi. Si racconta che molti miracoli avvennero con il solo toccare le reliquie, addirittura solo attraverso il contatto con la polvere della sua tomba; poi la maggior parte delle reliquie furono razziate dai crociati nel XIII secolo, cosicché ne arrivarono effettivamente parecchie in Europa, sebbene non si sia riusciti a identificarle dai tanti falsi proliferati nel tempo per cui il numero delle reliquie supera la realtà anatomica di un corpo umano, a Venezia (una leggenda narra che nella Chiesa di Santo Stefano vi sia tutto il corpo del santo), Costantinopoli, Napoli, Besançon, Ravenna, ma soprattutto a Roma, dove nel XVIII secolo si veneravano il cranio nella basilica di San Paolo fuori le mura, un braccio nella chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, un secondo braccio nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, un terzo braccio nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere; inoltre quasi il corpo intero nella basilica di San Lorenzo fuori le mura. Uomo pieno di grazia, operò parlò e morì animato dallo Spirito Santo, testimoniando l’amore di Cristo fino all’estremo sacrificio. Considerato un eroe nazionale ungherese una sua statua è stata posta nel colonnato della Piazza degli Eroi in Budapest. Le origini Fu il primo re ad essere canonizzato come santo. Militello Rosmarino : san Biagio martire . Crediti Ingegno Creativo. Santo Stefano, primo dei diaconi, prega per noi. Verso l’anno 36 gli ebrei ellenistici, vedendo il gran numero di convertiti, sobillarono il popolo e accusarono Stefano di “pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio”. Data della festa di Santo Stefano. Santo Stefano, operatore di miracoli e prodigi, prega per noi. Santo Stefano è una festa liturgica che si celebra il 26 di dicembre, ovvero il giorno immediatamente successivo al Natale.La ragione di questa data sta nel fatto che Santo Stefano fu il primo martire della storia della cristianità e, per questo motivo, il suo nome è celebrato il 26 di dicembre, ovvero il primo giorno successivo alla nascita di Gesù. Tu che dedicasti tutta la vita al servizio, pronto e generoso, dei poveri, dei malati, degli afflitti, rendici sensibili alle tante voci di soccorso che si levano dai nostri fratelli sofferenti. Fu il primo re ad essere canonizzato come santo[1]. Santo Stefano (Primo Martire) San Dionigi (o Dionisio, Papa) San Zosimo (Papa) Sant'Evaristo di Costantinopoli (Abate) Santo Stefano è il protettore di diaconi, frombolieri, muratori, scalpellini, selciatori e tagliapietre. Inoltre, proprio Santo Stefano è ritenuto il protettore dei tagliapietre e dei muratori ed è così comune da essere il “Santo Patrono” di ben 14 differenti Comuni italiani. Non essendovi discendenti diretti a reclamare il trono alla sua morte, avvenuta nel 1038, il nipote Pietro Orseolo (suo erede nominato, figlio di Maria, sorella di Stefano, e del doge di Venezia Ottone) e il cognato Samuele Aba (marito della sorella minore di Stefano) si contesero la corona. Oggi è: Santo Stefano: Il giorno successivo al Natale è dedicato a Santo Stefano. Innumerevoli i miracoli attribuiti a Stefano, ed altrettanti quelli attribuiti alle sue reliquie, ritrovate nel 415. La Chiesa ha visto in questo atto l’istituzione del ministero diaconale. Accoglili bene e accetta i lavori e le armi che possono recarti; non aver paura delle novità; esse possono servire alla grandezza e alla gloria della tua corte. Per ovviare al vuoto che si veniva a creare, i dodici apostoli riunirono i loro discepoli e, fra questi, ne scelsero sette affinché si dedicassero al lavoro amministrativo e al popolo. La tradizione ungherese vuole che Stefano sia stato elevato al rango di re il 20 agosto 1000. Chiese, basiliche e cappelle in suo onore sorsero dappertutto, solo a Roma se ne contavano una trentina, delle quali la più celebre è la basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio, costruita nel V secolo da papa Simplicio. In realtà non fu un’esecuzione, in quanto il Sinedrio non aveva la facoltà di emettere condanne a morte, ma non fu in grado nemmeno di emettere una sentenza in quanto Stefano fu trascinato fuori dal furore dei presenti, quindi si trattò probabilmente di un linciaggio. Il … A Laveno Mombello esiste una chiesa dedicata proprio a questo avvenimento. Miracoli di Santo Stefano. Stefano I d'Ungheria, o santo Stefano d'Ungheria (in ungherese: István király, "re Stefano", o Szent István, "santo Stefano"; Esztergom, 969 – 15 agosto 1038), venerato come santo dalla Chiesa cattolica e ortodossa, è stato il primo re ungherese, fondatore dello Stato e della Chiesa ungheresi. Gli Atti degli Apostoli raccontano quindi come nell’espletamento di questo compito Stefano fosse pieno di grazia e di fortezza, e come compisse grandi prodigi tra il popolo, non limitandosi al lavoro amministrativo ma essendo attivo anche nella predicazione, soprattutto fra gli ebrei della diaspora, che passavano per la città santa di Gerusalemme e che egli convertiva alla fede in Gesù crocifisso e risorto. Non mancare giammai di equità né di bontà verso coloro che sono venuti a stabilirsi qui, trattali con benevolenza, affinché essi si trovino meglio presso di te che in qualsiasi altro paese.». (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Studio Verde Azzurro Da qui le reliquie di Stefano cominciarono a spargersi per il mondo conosciuto di allora: una piccola parte fu lasciata al prete Luciano, che a sua volta le regalò a vari amici; il resto fu traslato il 26 dicembre 415 nella chiesa di Sion a Gerusalemme. Con l’accordo del vescovo di Gerusalemme, si iniziò lo scavo con il ritrovamento delle reliquie. Tra il 995 e il 997, Stefano (che si faceva ancora chiamare "Vajk") fu principe di Nitra (nell'odierna Slovacchia). Santo Stefano è venerato come protodiacono e protomartire. La Chiesa Cattolica celebra la festa di Santo Stefano il 26 dicembre, laddove la Chiesa ortodossa lo festeggia il 27 dicembre.La celebrazione liturgica è stata fissata subito dopo Natale in quanto nei giorni immediatamente successivi alla nascita di Cristo vengono ricordati i primi martiri e tutti coloro che furono vicini al Salvatore durante la sua avventura terrena (i comites Christi). Stefano e Gisella ebbero almeno tre figli: due maschi, Imre (poi canonizzato come sant'Emerico) e Otto, e una femmina, Edvige. Frammenti ossei sono custoditi in numerose chiese ungheresi. Santo Stefano, pieno di Spirito Santo, prega per noi. Gli Atti ricordano come, mentre crollava sotto i colpi degli aguzzini, Stefano pregava e diceva: “Signore Gesù, accogli il mio spirito”, “Signore non imputare loro questo peccato”. Tra la nascente chiesa e la sinagoga ebraica il distacco si fece sempre più evidente, fino alla definitiva separazione; la Sinagoga si chiudeva in sé stessa per difendere e portare avanti i propri valori tradizionali; la Chiesa, sempre più inserita nel mondo greco-romano, si espandeva iniziando la straordinaria diffusione del Vangelo. Senza aver scelto un erede, Stefano morì ad Albareale (Székesfehérvár) (una città da lui fondata nell'Ungheria centrale) nel giorno della festa dell'Assunta e là fu sepolto. Si suppone che fosse greco: in quel tempo Gerusalemme era infatti un crocevia di tante popolazioni, con lingue, costumi e religioni diverse; il nome Stefano in greco ha il significato di “coronato”. La parte più antica della corona conservata a Budapest, probabilmente di fabbricazione bizantina, fu donata dall'imperatore romano d'Oriente "al nostro fedele alleato Géza, re di Turchia", come recita la scritta in greco che sta sulla corona stessa (da notare che per lungo tempo l'Ungheria venne anche chiamata "Turchia"). Dopo la morte di Stefano, la storia delle sue reliquie entrò nella leggenda; il 3 dicembre 415 un sacerdote di nome Luciano di Kefar-Gamba ebbe in sogno l’apparizione di un venerabile vecchio in abiti liturgici, con una lunga barba bianca e con in mano una bacchetta d’oro con la quale lo toccò chiamandolo tre volte per nome. Preghiera a Santo Stefano del Lupo . Pietro_da_Cortona_-_Il_martirio_di_Santo_Stefano. Lascia agli stranieri la loro lingua e le loro abitudini, giacché il regno che possiede una sola lingua e da per tutto i medesimi costumi è debole e caduco ("unius linguae, uniusque moris regnum imbecille et fragile est"). Seguirono nove anni di instabilità finché il cugino di Stefano, Andrea I venne incoronato re d'Ungheria nel 1047. In quel periodo a comandare in Palestina era quindi il Sinedrio, che eseguiva le condanne a morte tramite lapidazione, secondo la tradizione locale. Rivolto direttamente ai sacerdoti del Sinedrio concluse: “O gente testarda e pagana nel cuore e negli orecchi, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo; come i vostri padri, così anche voi. Entrando troviamo, a sinistra: un Santo vescovo, forse identificabile con S. Emidio protettore … L'ascesa al rango reale fu anche favorita dall'imperatore Ottone III del Sacro Romano Impero nel suo disegno di costituzione di un grande impero cristiano. Lo abbiamo udito dichiarare che Gesù il Nazareno distruggerà questo luogo e cambierà le usanze che Mosè ci ha tramandato”. Allora i dodici apostoli, riunirono i discepoli dicendo loro che non era giusto che essi disperdessero il loro tempo nel “servizio delle mense”, trascurando così la predicazione della parola di Dio e la preghiera. Beato Angelico: Arresto e martirio di Santo Stefano. Secoli dopo venne ritrovata nella città dalmata di Ragusa, e poté tornare in Ungheria grazie all'imperatrice Maria Teresa che la affidò ad un convento. La canonizzazione sarebbe avvenuta per ordine del papa Gregorio VII e alla presenza di un suo legato. Invitò all'apertura verso gli stranieri e - diremmo oggi - al multiculturalismo, infatti, nei suoi avvertimenti al figlio Imre (scritti forse in collaborazione con il santo veneziano Gerardo di Csanád), così scriveva: «Gli ospiti e gli stranieri devono occupare un posto nel tuo regno. Gli anziani e gli scribi, secondo quanto riportato dagli Atti, lo catturarono trascinandolo davanti al Sinedrio e con falsi testimoni fu accusato: “Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro e contro la legge.

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